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14 October 2009

La Marcia Mondiale gira nei territori occupati in Palestina

the Wall in Palestine

the Wall in Palestine

Oggi partendo da  Betlemme abbiamo fatto un Tour nei territori occupati, per incontrare gente del posto, che sta lavorando in modo nonviolento per cambiare la situazione insieme ai ragazzi palestinesi dell’associazione Holy Land Trust, che portano avanti corsi per la nonviolenza, formazione dei futuri leader politici locali e turismo politico.

Per arrivare a Betlemme  abbiamo dovuto passare il check point, questa esperienza assurda  ti dà la sensazione di essere ovviamente nel posto giusto se si parla di Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza!

E’ come entrare in un carcere temporaneo, arrivando dalla super moderna Gerusalemme, piena di vita e ordinata si entra in una terra senza tempo dove si mischiano luoghi sacri ad atti crudeli e disumani, dove i cristiani e gli arabi convivono in modo equilibrato…perchè hanno un obiettivo comune, vivere liberi nella loro terra.

In un pullman con i nostri amici palestinesi abbiamo girato tutto il giorno, per visitare principalmente tre città:

  • Abu Deis dove abbiamo incontrato Salah Ayad presso la Palestinian Water Society.
  • Ramallah dove abbiamo visitato il Palestinian Medical Reliefe Communities e parlato con il Dr. Alan Jarrad.
  • Qalqilija

Girando abbiamo visto la situazione reale in cui vivono, abbiamo visto il muro da ogni angolazione, abbiamo sperimentato la fatica di attraversare km di strada tra le montagne per andare da un posto all’altro palestinese impiegandoci ore, quando basterebbero 30 minuti, se non ci fosse il muro!

Abbiamo scoperto che non tutti i check point sono aperti sempre, ma hanno anche degli orari, che ovviamente non sono rispettati…e quando dei bambini devono andare da una parte all’altra per andare a scuola, e il check point non è aperto…i bambini possono aspettare ore per tornare a casa!

Il muro ha diviso villaggi in due, ha allontanato famiglie intere, e ovviamente rende la vita incredibilmente complicata per tutti.
Inoltre spuntano nuovi muri anche dentro i territori occupati perchè vanno a circondare terre che Israele dichiara proprie.
Un’azienda israeliana è proprietaria dell’acqua distribuita in Palestina, acqua che arriva dalle falde aquifere sotteranee che scorrono proprio sotto la Palestina! e ovviamente spesso qui si rimane a secco!

Bene in tutto questo paesaggio  abbiamo sperimentato la speranza di ragazzi che lottano per educare  nuovi giovani alla nonviolenza, abbiamo incontrato personaggi che credono che l’informazione sia fondamentale per ricevere supporto da fuori, abbiamo vissuto una giornata molto intensa, portando i valori della Marcia Mondiale e comprendendo che è fondamentale rimanere collegati con questa gente che non deve mai sentirsi sola in questa lotta!

All’inizio del tour uno di loro ci dice : I hope that you don’t enjoy for the wall…but enjoy for our company!
Ecco questo è lo spirito palestinese…sono persone che sanno ridere con il cuore… nonostante tutto!

A presto

Roberta R.

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